Oggi c'è posto solo per papà
Diario

Oggi c'è posto solo per papà

Per questa settimana niente informazioni e analisi su Euramerica, ma solo un brevissimo ricordo di mio padre, che si è addormentato mercoledì senza più svegliarsi. In questi giorni la sua presenza è tornata ad essere dominante, come fu per quasi tutta la nostra vita, perché era inevitabilmente il capo famiglia, la cui parola poteva essere aggirata, elusa, anche disattesa sia pure a caro prezzo, ma non discussa. Mia moglie e miei figli continueranno a lungo a prendermi in giro per questa sottomissione, che è stata fonte di innumerevoli aneddoti familiari. Le uniche discussioni, del tutto riservate, avvenivano con la mamma, ma  dietro le quinte familiari. Solo quando la mamma non c'è stata più, abbiamo misurato quanto fosse stata determinante nel prendere le decisioni che coinvolgevano tutti, e che tutti abbiamo attribuito solo a papà.

Bari - Via Abate Gimma - la casa natale non esiste più

Noi figli siamo rimasti docilmente attratti dalla volontà paterna sino a pochi mesi fa, quando per il progressivo deterioramento della memoria ha accettato silenziosamente l'inversione dei ruoli, facendosi guidare soprattutto da Giulio, che si è sobbarcato i maggiori impegni, costretto a Roma dalla pandemia. Da quando è mancata la compagnia e la reciproca guida della mamma è sembrato solo aspettare. Prima con un lungo periodo, un lungo intervallo che è stato per me il più bello e intenso, perché contrariamente al passato, abbiamo parlato. Mentre per tutta la vita lui taceva, e gli altri dovevano contentarsi di ascoltare i suoi silenzi, nei lunghi pomeriggi delle mie puntate romane papà ha preso a raccontarsi, sino a quando la memoria non ha cominciato a confondersi, e sono stato io a dovergli ricordare i suoi stessi racconti.

Bari - Lungomare Nazario Sauro - la mia casa natale

Ha avuto una lunghissima vita, affrontata con una forza di volontà che gli ha permesso di sopravvivere alla guerra, alla deportazione sopportata in allegria grazie ai pochi amici baresi con cui ha mantenuto un legame riservato quanto inattaccabile per tutta la vita. La stessa forza di volontà che lo ha portato ad arrivare al vertice di una grande banca senza mai ostentare il suo successo nè cedere alla deleteria  debolezza della chiacchiera, dimostrando a tutti noi che il "segreto bancario" non è una forma che si stabilisce per legge, ma una virtù che si coltiva. Non è stata sufficiente la volontà per superare la perdita di Beppe, un dolore che è rimasto intatto sino alla fine, resistendo al calore e alla costante presenza di Antonella e dei tanti familiari purtroppo lontani, da Bari a Brescia.

Washington - circa 1985 - pausa di un viaggio di lavoro

Dopo questa esistenza riservata e tutta giocata fra ufficio e famiglia, il brusco ultimo passo, questo passare dal sonno alla morte per me rappresenta un estremo gesto di autorità, di rinuncia alla rincorsa ai cent'anni. Non un dire "basta" con amarezza, ma pacificato, placato dalla serenità data dall'avere potuto chiudere un ultimo bilancio, quello di una vita da cui ha avuto tanto, e in cui tantissimo ha dato. Per questo quando l'altra mattina non si è svegliato, penso che abbia avuto il tempo di capire, per un attimo, il senso della sua vita, intuendo di avere compiuto la sua missione come meglio non avrebbe potuto. Solo i giusti possono permettersi questo lusso.

Il libro

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Euramerica

Di Gianfranco Pascazio
Edizioni l'Ornitorinco

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