Il controllo della FED è essenziale per il futuro di Donald Trump

Le elezioni di mid term portano da sempre il rischio per il Presidente degli Stati Uniti di dover passare il secondo biennio del mandato sotto la tutela di un Congresso controllato dal partito di opposizione, in quella che oltre Oceano viene chiamata la posizione dell'anatra zoppa. Per Donald Trump la situazione è diversa, dopo che per 12 mesi ha agito oltre i limiti costituzionali, guerreggiando con i cittadini nei tribunali, vendicandosi dei nemici politici e limitando la libertà degli stati governati dal Partito Democratico.

Le azioni del governo federale sono state talmente eccessive e ben oltre i poteri costituzionalmente previsti, che una maggioranza democratica alla Camera dei Rappresentanti potrebbe verosimilmente agire per l'impeachment di Trump, che ha dovuto già subire la procedura due volte al termine del primo mandato, sempre salvato dal Partito Repubblicano. Perciò per il Presidente in carica vincere, o almeno limitare i danni nelle elezioni del prossimo novembre diventa un imperativo. Non bastano le iniziative in corso da mesi negli stati controllati dai repubblicani per condizionare il voto, cambiando il disegno dei distretti elettorali al fine di neutralizzare il voto democratico, con l'appoggio partigiano offerto dalla Corte Suprema. L'argomento principe delle elezioni americane, specie quelle per il Congresso, è l'economia. Non ci siamo dimenticati nel 2024 il lungo dibattito sul prezzo delle uova che danneggiò il partito del Presidente uscente. Di qui l'offensiva finale per il controllo della banca centrale americana, la FED, il cui Presidente Jerome Powell è tutto meno che un pericoloso liberal, ma non obbedisce alle necessità dell'ondivaga politica dell'attuale amministrazione.

La scorsa settimana Powell è stato messo sotto inchiesta dal Dipartimento di Giustizia per i costi di ristrutturazione dell'edificio principale della banca a Washington, oggetto già di un aspro battibecco in diretta TV fra i due personaggi lo scorso 25 luglio 2025, che apparvero in pubblico muniti di casco protettivo per evitare i colpi proibiti. Trump ha ripetutamente chiesto pubblicamente a Powell di abbassare i tassi per dare fiato all'economia americana, cosa che è stata fatta recentemente ma con grande prudenza e moderazione. Ma ancor più dei tassi, il governo è disturbato dall'insieme dell'azione di analisi e informazioni della FED che periodicamente mette sotto accusa i risultati pratici della politica economica e monetaria di Trump.

La FED pubblica un rapporto che è la sintesi delle osservazione sulle condizioni economiche fatte dagli analisti in ognuno dei 12 distretti della Federal Reserve (Boston - New York - Philadelphia - Cleveland - Richmond - Atlanta - Chicago - St. Louis - Minneapolis - Kansas City - Dallas - San Francisco). Devo alla cortesia dell'avv. Giancarlo Rizzi la segnalazione dell'ultimo rapporto, comunemente noto come Beige Book, In esso gli osservatori delle Federal Reserve Bank regionali raccolgono informazioni sullo stato dell'economia reale nel proprio distretto. Il quadro che emerge dal Beige Book appena pubblicato indica elementi di preoccupazione comune dalla costa ovest a quella est: instabilità, effetto negativo dei dazi, rialzo generalizzato dei prezzi, e difficoltà nelle linee di approvvigionamento sono i principali indicatori comuni ai 12 rapporti.

Una situazione che descrive un'economia in rallentamento e senza prospettive, tale da poter spaventare gli elettori e indurli a mandare un segnale forte alla destra repubblicana. Segnale che come detto, però, potrebbe avere come conseguenza la messa in stato d'accusa del Presidente, che non può sperare in un terzo mandato senza ulteriori forzature della Costituzione, ma è già pronto a consolarsi con l'astronomica somma che gli ha sin qui fruttato la Presidenza (1,5 miliardi di dollari) secondo l'inchiesta del NYT.

Il fronte favorevole a Trump risponde con informazioni tendenti a tranquillizzare gli elettori: Goldman Sach ha pubblicato un rapporto di segno opposto a quello della FED. Per la banca d'affari le prospettive macroeconomiche per il 2026 sarebbero: crescita solida, posti di lavoro stagnanti, prezzi stabili. Una crescita del 2,8%  contro le previsioni del 2.5%, indicherebbero la buona salute dell'economia americana, grazie a tagli fiscali e buon mercato finanziario.

Il fronte democratico sta iniziando l'attacco, non solo con la preparazione di battaglie elettorali serrate su tutti i seggi in bilico, ma schierando i grossi calibri della cultura. Per il 17 febbraio è annunciata l'uscita di un saggio di Cass Sunstein sull'equilibrio dei poteri, che sin dalla copertina a stelle e strisce, propoposta diretta contro la cultura del progetto MAGA, in nome dei valori fondativi americani. Il professore di Harvard, era stato a capo della task force che nell'amministrazione Biden fu incaricata di mettere mano alla struttura burocratica, con metodi ed obbiettivi totalmente opposti a quelli che quattro anni dopo sono stati perseguiti da Elon Musk.

Saranno dieci mesi interessanti.

https://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/publications/beige-book-default.htm
https://www.whitehouse.gov/videos/president-trump-tours-the-federal-reserve/
https://www.nytimes.com/interactive/2026/01/20/opinion/editorials/trump-wealth-crypto-graft.html?
https://www.goldmansachs.com/insights/goldman-sachs-research/macro-outlook-2026-sturdy-growth-stagnant-jobs-stable-prices