Groenlandia e Stati Uniti: una prospettiva storica recente

L'inopinato interesse manifestato dal Presidente D. Trump per l'acquisto della Groenlandia dalla Danimarca ha diviso l'opinione pubblica fra strani sovranisti e apparenti indipendentisti. Il primo punto in discussione è l'effettiva importanza strategica della Groenlandia : per alcuni si tratta di un falso problema perché il il controllo USA delle rotte artiche è assicurato dall'esercito americano (cartina qui sotto), con la base di Dutch Harbor nelle Aleutine, supportata direttamente da Anchorage in Alaska. Per la narrazione del governo americano invece, senza un controllo diretto della Groenlandia, Russia e Cina avrebbero spalancata la porta per un attacco militare. Lasciamo agli esperti di questa materia valutare questi argomenti, e con quali armi e con quali eserciti si combatterebbe una guerra sul suolo Artico nell'epoca dei droni e dei missili.

Sembra interessante ricordare i due precedenti momenti in cui si manifestò l'interesse americano per la Groenlandia: il primo nel 1941, al momento del coinvolgimento USA nella Seconda Guerra Mondiale, quando gli Stati Uniti istituirono un consolato a Nuuk in accordo con il governo danese. Le indicazioni del Presidente F. D. Roosevelt partirono dall'esigenza umanitaria di sostenere la popolazione della Groenlandia, che dipendeva interamente dalla Danimarca per i rifornimenti. A queste si unirono considerazioni strategiche: il suolo della Groenlandia offriva le uniche miniere commerciali di criolite al mondo, allora essenziali per la produzione di alluminio. Inoltre in quell'epoca lontana dagli attuali strumenti tecnologici, dalla Groenlandia arrivavao dati meteorologici essenziali per le previsioni meteo sull'Europa occidentale, cruciali dal punto di vista militare, come emerse chiaramente in occasione dello sbarco in Normandia. Il punto di arrivo fu l'accordo sulla difesa della Groenlandia, firmato a Washington il 9 aprile 1941, da Henrik Kauffmann, inviato del Regno di Danimarca, e Cordell Hull, Segretario di Stato di Roosevelt.

Ci fu quindi un periodo intermedio, nel quale durante la Guerra Fredda sarebbe stata cementata l'intesa stabilita nel periodo bellico. Come risultato la Groenlandia, come altre isole atlantiche, venne inclusa nella strategia NATO come potenziale trampolino di lancio per un eventuale nuovo afflusso di forze americane in Europa.

Il secondo momento importante ebbe il culmine nel 2001, quando gli Stati Uniti avviarono una trattativa con Danimarca e Groenlandia per la sistemazione delle basi USA sul suolo danese. L'accordo tripartito fu negoziato nel 2001 dall'ambasciatrice A. Elizabeth (Beth) Jones, che in 35 anni di carriera raggiunse il grado di Segretario Aggiunto per l'Europa e l'Eurasia (2001-2005 e 2012-2014), dopo essere stata in missione in Kazakistan (1995 - 1998) e Vice Capo Missione a Bonn e Islamabad.

Il racconto completo che l'Ambasciatrice Jones ha fatto del negoziato con la Groenlandia (link in calce pag. 172-174), dimostra che anche un'amministrazione che basava la sua politica estera sulla messianica missione di esportare la propria visione della democrazia, poteva rispettare autonomia e sovranità dei suoi interlocutori. Per Colin Powell,  Segretario di Stato nel governo di G. W. Bush, era essenziale installare un sistema missilistico antibalistico a Thule, dopo l'uscita dal Trattato ABM, già comunicata agli alleati, al fine di contrastare quella che era ritenuta la politica aggressiva del primo governo Putin, e diede incarico all'Ambasciatrice di ottenere l'assenso di Danimarca e Groenlandia.

Non tenera con le Nazioni europee (gli europei erano sorprendentemente inconsapevoli ...perché erano concentrati su se stessi e sul loro allargamento),
l'Ambasciatrice negoziò su basi paritarie con i governi di  Groenlandia e Danimarca. Sia da parte americana che da parte europea vi fu pieno rispetto dell'autonomia speciale della Groenlandia stessa, trovando un'intesa diplomatica senza ricorrere a minacce di intervento militare. Le parole dell'ambasciatrice sono chiare: "Fu un negoziato interessante con i danesi. Non coinvolse né la NATO né l'UE. Fu un negoziato bilaterale che coinvolse i groenlandesi, interessati a contropartite in cambio dell'autorizzazione a continuare a utilizzare la base di Thule per questi missili. Ho trascorso molto tempo a negoziare con i danesi ..., così come J.D. Crouch (nota: all'epoca "national security adviser"), perché c'era anche un aspetto militare nel negoziato. Alla fine, abbiamo finalmente raggiunto l'accordo e convinsi il Segretario Powell ad andare in Groenlandia". Questo episodio mostra che solo 25 anni fa gli  Stati Uniti si dimostrarono capaci di perseguire un obbiettivo strategico essenziale per la sicurezza americana, nel rispetto della sovranità degli altri paesi.

La politica estera di Washington è stata variamente giudicata nel tempo, e certamente quando anche la Presidenza Trump sarà materia solo per i libri di storia, sarà evidente come le diverse anime degli Stati Uniti si sono fronteggiate con metodi opposti anche sui ghiacci della Groenlandia.

https://2009-2017.state.gov/r/pa/ei/biog/209038.htm
https://adst.org/OH TOCs/Jones.Elizabeth.Part2.pdf?mc_cid=1b2326bb36&mc_eid=294439da7d

Cordell Hull - Memorie di pace e di guerra - Ed. It. Rizzoli 1949