Free state project: la nuova frontiera della destra americana

Il lento ritorno alla prevalenza della parte più conservatrice della società americana é una lunga marcia che ha visto l'emergere di forme di aggregazione del consenso esterne ai partiti (apparentemente) e alle forme politiche classiche.

Dall'irruzione nella corsa presidenziale di Ross Perot e del suo Reform Party nel 1992 , al Tea Party e al neo maccartismo di Newt Grinchich negli anni '90, sino alla rinascita  dei movimenti nativisti e suprematisti bianchi in reazione alla presidenza Obama e sostegno a quella Trump.

La narrazione di queste formazioni é rimasta quasi invariata nel tempo: protezionismo in materia economica, nazionalismo basato sull’eccezionalismo americano, sovranismo con ricorrente disdegno delle istanze sovranazionali (ONU – Unesco . NATO), latente razzismo, tendenza teocratica. Si sono invece adeguate ai tempi le forme organizzative e di azione di questo movimento, dal moltiplicarsi dei centri di studio neo conservatori, alla creazione di reti virtuali nel dark web.

Negli anni a venire dobbiamo prevedere una sempre maggiore diffusione dell'etichetta "Free State" per identificare questa nuova destra conservatrice. Si tratta di un'area politica che fa riferimento alle teorie libertarie, solidamente radicata nella cultura americana, sin dalla diffusione della filosofia di R. W. Emerson e H. D. Thoreau. Ispirati dallo spirito puritano che era connaturato alle origini della democrazia americana, i due pensatori hanno lasciato un'eredità che fonde  l'affermazione della superiorità dell'individuo rispetto alla maggioranza con il diritto per il singolo di contrastare una legge ingiusta.  Però in particolare Thoreau in "La disobbedienza civile" (1848), riconosceva che l'individuo deve sottomettersi alle decisioni della maggioranza, implicitamente riconoscendo legittimità ed autorità delle forme di governo locale e federale. Contrariamente a molte degenerazioni attuali di chi si richiama a questa teoria, come dimostrato dalle prodezze dell'assalto al Congresso del 6 gennaio 2020.

Quello che caratterizza il "free state project" è l'attacco allo stato non solo federale, ma ogni forma di istituzionalizzazione della maggioranza ad ogni livello della comunità. Questo movimento di base dà un'interpretazione radicale della libertà individuale, enfatizzando i diritti dell'individuo a scapito dell'interesse generale, e rifiutando ogni mediazione della rappresentanza politica per definire le leggi della comunità. A mezza strada fra ritorno alla campagna e utilizzo massiccio del web, il movimento ha portato i suoi aderenti a concentrarsi in alcuni stati come New Hampshire, per ricreare il nucleo di una società in cui il ruolo del governo sia marginale e limitato alla protezione delle frontiere, minimizzando ogni forma di amministrazione pubblica.

Un esempio di questa idea di politica originalista viene da Croydon, minuscola comunità (800 abitanti) del New Hampshire, che ha licenziato l'unico agente della polizia locale e portato quasi a zero il budget per la scuola cittadina, in nome della liberazione degli individui dall'invadenza dello stato. Queste singolari delibere sono state assunte da alcune decine di attivisti del "free state", approfittando della scarsa partecipazione della popolazione all'annuale assemblea cittadina competente per decidere dell'organizzazione. Che a rifiutare ogni sussidio alla scuola pubblica di Croydon siano stati alcuni rappresentanti del "free state project" laureati a spese dello stato in università pubbliche, non ha minimamente scalfito le granitiche convinzioni dei membri del movimento. Ma ha portato all'organizzarsi di una reazione che indotto 350 abitanti di Croydon a richiedere una nuova assemblea, secondo le regole degli antichi statuti locali, ribaltando la precedente decisione presa dalla tirannica minoranza estremista.

Per venire dal particolare al generale, la storica Jill Lepore (These Truths 2020) ha lucidamente inquadrato questa deriva nella storia del pensiero politico americano, come un passaggio che dissolve le intenzioni dei padri costituenti di coagulare il corpo sociale intorno a poche verità incontestabili (self evident): (1) tutti gli uomini sono creati uguali, (2) gli uomini sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, (3) tra i diritti che hanno gli uomini ci sono i diritti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità , (4) i governi sono creati per garantire questi diritti (5) i governi ottengono i loro poteri dal consenso dei governati, (6) quando una forma di governo inizia a distruggere i diritti delle persone, le persone hanno il diritto di modificarli o abolirli e creare un nuovo governo.

Fatti come la crescita e cristallizzazione delle disuguaglianze, il ritorno alle discriminazioni di razza e genere autorizzato dalla Corte Suprema, il rifiuto di accettare le regole di determinazione del consenso quando risultano nella vittoria dell'avversario politico, evidenziano come una parte consistente dell'elettorato conservatore americano abbia abbandonato questi principi.

Oggi si tratta di individuare le attuali verità "self evident" intorno alle quali la nazione possa nuovamente unirsi, pur nel rispetto delle differenze fra le sue componenti. E di traghettare la complessa società americana dalle verità delle origini verso le nuove fondamenta della collettività.

Il Presidente J. Biden aveva indicato nel suo discorso inaugurale che primo obbiettivo del suo mandato sarebbe stato la riconciliazione fra  americani, "riunire l'America mettendo fine alla nostra guerra incivile". L'appello all'unità che era sembrato ingenuo o troppo astuto, è rimasto inascoltato.

La credibilità degli Stati Uniti come nazione, si era miracolosamente creata e mantenuta nel corso dei primi due secoli della democrazia americana. Questa unità, alimentata dalla vitale dialettica fra le sue anime contrapposte, ha consentito lo sviluppo nazionale e poi la leadership mondiale degli USA. Ma di fronte all'ascesa ed al progressivo coordinamento delle forme statali illiberali e dei totalitarismi di varia natura, il ritorno all'unità nazionale americana appare necessario anche per la sopravvivenza del mondo libero.

https://www.nytimes.com/2022/07/15/us/politics/nh-free-state-project.html

https://time.com/6192894/self-evident-truths/