10 Novembre 2020 F. Fukuyama commenta un libro sulla tentazione autocratica

https://www.nytimes.com/2020/11/10/books/review/strongmen-ruth-ben-ghiat.html

Il noto politologo Francis Fukuyama sul NYT commenta il libro di Ruth Ben Ghiat "L'uomo forte - Da Mussolini ai giorni nostri" (W.W. Norton & Company), quanto mai attuale nei giorni in cui Donald Trump ha sfidato, oltre ai tradizionali avversari politici, le leggi del sistema democratico americano, .

Sin dalle elezioni del 2016, alcuni osservatori hanno ipotizzato che Donald Trump potesse minare la democrazia americana e spostare il paese in una direzione apertamente autoritaria. Questa possibilità è diventata più plausibile quando, attaccando l'integrità delle elezioni, Trump ha reso esplicito il suo istinto autoritario.

Ruth Ben-Ghiat nel suo ultimo libro paragona Trump a un'ampia varietà di uomini forti precedenti, tra cui Mussolini, Hitler, Augusto Pinochet, Francisco Franco, Muammar Gheddafi, Silvio Berlusconi e Mobutu Sese Seko, nonché contemporanei come Viktor Orban , Rodrigo Duterte, Vladimir Putin, Narendra Modi e altri.

Le precedenti pubblicazioni dell'autrice, che ha scritto sul fascismo italiano, é convincente nel paragonare l'ascesa di Trump alla leggerezza con cui gli italiani e il mondo intero guardarono all'ascesa di Mussolini.  

Ben-Ghiat non fornisce poi un quadro concettuale specifico per identificare le tipologie di politici autoritari, e trascura  Donald Trump, presentando una lunga serie di esempi storici di cattivi leader. Suscitando qualche dubbio, ad esempio laddove mette Silvio Berlusconi nella stessa categoria di Muammar Gheddafi o Saddam Hussein, che contrariamente al leader italiano si sono resi responsabili di crimini come l'eliminazione degli oppositori politici e il sostegno al terrorismo.

Ben-Ghiat osserva che gli uomini forti saliti al potere negli anni '60 e '70 attraverso colpi di stato militari, hanno poi avuto molte più probabilità di essere eletti in competizioni apparentemente libere. La selezione dei casi di Ben-Ghiat sembra piuttosto arbitraria: ad esempio, non sono inclusi uomini forti di sinistra come Fidel Castro, Hugo Chavez o Rafael Correa dell'Ecuador, né donne come Indira Gandhi.

Sarebbe necessaria una visione d'insieme del fenomeno per costruire un quadro analitico che permetta di capire quanto e in cosa gli uomini forti differiscano l'uno dall'altro. Sarebbe stato anche interessante mettere a confronto Trump con altri leader autoritari. Ci sono effettivamente alcuni parallelismi con i populisti contemporanei come l'ungherese Orban, il turco Recep Tayyip Erdogan e il polacco Jaroslaw Kaczynski, nella misura in cui tutti contano su una base sociale rurale simile per il loro sostegno.

Ci sono poi differenze inspiegabili: Orban, Duterte e Nayib Bukele di El Salvador, ad esempio, hanno utilizzato la pandemia di Covid per espandere il loro potere, mentre Trump ha fatto il contrario, abdicando anzi alla propria responsabilità.

La maggior parte degli uomini forti sono spietatamente efficienti e machiavellici; Trump ha dimostrato invece un'incredibile incompetenza nel non riuscire a costruire il suo muro di confine, abrogare Obamacare o espandere la sua base elettorale. E, infine non riuscendo a vincere la rielezione per un secondo mandato. Nonostante dopo quattro anni il fenomeno Trump non sia più misterioso, egli ha esercitato un'attrazione magnetica sui suoi seguaci. Perché? Potrebbe essere davvero utile capire Trump per poi stabilire un modello per gli uomini forti del futuro, piuttosto che riprendere precedenti familiari del passato.

Francis Fukuyama è il direttore del Centro Mosbacher per la democrazia lo sviluppo e lo Stato di diritto, presso l'Università di Stanford.