Cambiamento climatico e costi assicurativi negli Stati Uniti

Milano sta vivendo le giornate del Youth4Climate, parte della preparazione al vertice di Glasgow sul clima, destinato a dare seguito ed alimentare di contenuti pratici le linee guida generali espresse al Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite dai leaders politici di tutto il mondo. Queste linee sono state ben sintetizzate dal Presidente del Consiglio Mario Draghi: l'azione governativa deve essere immediata, rapida e su larga scala, e il suo successo verrà misurato sulla capacità dei governi di utilizzare concretamente le risorse finanziare per la transizione ecologica, che ammontano globalmente a 100 miliardi di dollari. Con la consapevolezza che "le sole risorse pubbliche non possono sopportare l'intero costo della transizione. Mobilitare il settore privato è ugualmente cruciale. Le autorità pubbliche, attraverso investimenti mirati e politiche abilitanti, possono creare le condizioni per dare impulso agli investimenti privati".

Un interessante caso concreto delle modificazioni sociali imposte dal cambiamento climatico viene dagli Stati Uniti: l'assicurazione contro le inondazioni. Negli USA dal 1968 esiste il National Flood Insurance Program (NFIP), un sistema di convenzioni assicurative che permette di assicurare a prezzi abbordabili case, persone e aziende contro i rischi dovuti alle inondazioni, confluito nel 1979 nella Federal Emergency Management Agency (FEMA), la protezione civile a stelle e strisce. Nel 2021 circa 60 compagnie assicurative, e direttamente lo stesso NFIP, offrono al pubblico la copertura, che è ad adesione facoltativa, tranne che per immobili e aziende localizzate in aree ad alto rischio di alluvioni, e oggetto di mutui concessi da istituti di credito sostenuti dal governo, per i quali la polizza è obbligatoria. Negli anni, con successivi provvedimenti legislativi (2004-2005-2012), la copertura ha assunto l'attuale fisionomia, con due componenti principali: quella finanziaria sul valore di immobili e beni, e quella operativa che garantisce aiuti immediati in caso di necessità per alleviare rapidamente le conseguenze degli eventi naturali dannosi. Inoltre gli uffici NFIP si occupano di monitorare le inondazioni e di mappare i rischi, per  migliorare la conoscenza dei pericoli e le capacità dell'amministrazione di intervenire con un processo decisionale adeguato ad ogni situazione locale. Condizione necessaria per sottoscrivere le coperture contro le inondazioni è vivere in una delle 23.000 comunità locali partecipanti al NFIP.

In base all'esperienza dell'agenzia negli ultimi anni, se la copertura interessa particolarmente le zone costiere dell'Atlantico meridionale, in realtà le inondazioni possono accadere ovunque, e secondo i dati NFIP, solo un pollice di acqua alluvionale può causare danni fino a $ 25.000. Il sistema fornisce un'assicurazione contro le inondazioni a proprietari di immobili, affittuari e imprese, e avere questa copertura contribuisce ad una più veloce ripartenza quando le acque alluvionali si ritirano. Inoltre gli uffici del NFIP collaborano con le comunità locali che devono adottare e far rispettare i regolamenti sulla gestione delle pianure alluvionali, che hanno il fine di mitigare gli effetti delle inondazioni.

Il programma è finanziato dai premi degli assicurati (circa 2.5 miliardi di dollari), integrati dai trasferimenti a titolo di prestito garantiti dal Tesoro federale, per coprire i sinistri. Il premio medio annuo era nel 2020 di $ 739, e l'unica variabile per la sottoscrizione era data dalla localizzazione dell'immobile o dell'attività protetta nell'area definite come alluvionali negli ultimi 100 anni, che sono quindi a rischio di inondazione in caso di nuovi fenomeni.

L'industria assicurativa privata fa la sua parte, offrendo garanzie complementari a quelle per la ricostruzione delle case e la protezione dei beni a seguito di inondazioni: per il settore assicurativo è un obbligo finanziario e sociale fornire coperture ai consumatori e supportare l'intervento del settore pubblico, contribuendo a identificare, ridurre e gestire il rischio. Il fulcro di questa attività degli assicuratori é il Insurance Institute for Business & Home Safety (IBHS), un ente no profit che raccoglie e organizza un team di scienziati e analisti del rischio con l'obbiettivo di definire strategie di lungo periodo per garantire che le case e le aziende assicurate siano più sicure e di conseguenza sia possibile prevenire perdite evitabili e ridurre l'impatto dei danni sugli assicurati, sul settore assicurativo e indirettamente sul settore pubblico.
IBHS è un'organizzazione dedita alla ricerca scientifica per l'analisi e la gestione del rischio, teoricamente indipendente dalle compagnie di assicurazione e riassicurazione operative negli Stati Uniti socie dell'istituto, che coprono il 76% dei premi di assicurazione sulla proprietà residenziale e il 50% dell'assicurazione della proprietà commerciale emessi negli Stati Uniti.

A partire dal 2021 il sistema pubblico del NFIP verrà profondamente modificato perché il cambiamento climatico rende economicamente impossibile continuare nella gestione con le regole del passato. Per la prima volta le tariffe si baseranno sulla valutazione del rischio individuale, e terranno conto anche delle dimensioni delle case assicurate, il che produrrà direttamente un aumento generale del costo della copertura, e più marcato per le grandi case in riva all'oceano, e indirettamente potrebbe portare a un grande ripensamento dello stile di vita costiera.

Infatti secondo il New York Times, in alcune stati come Florida, Georgia e Carolina del Sud, il costo dell'assicurazione contro le alluvioni aumenterà di dieci volte, e quindi il costo dell'assicurazione finirà per alterare i valori dei mutui, rendendo per una vasta fascia della popolazione insostenibile il costo di una casa "water front". Già in passato il programma federale era stato accusato di sovvenzionare i proprietari costieri più ricchi a spese dei proprietari di case situate nell'entroterra, abitualmente persone di colore o a basso reddito. Poiché il cambiamento climatico peggiora le inondazioni, è diventato sempre più difficile difendere l'uso dei soldi delle tasse per sottoscrivere ville sul lungomare.

Il programma per le inondazioni nel 2020 assicurava 3,4 milioni di case unifamiliari in tutti gli USA: FEMA calcola che di queste, 2,4 milioni subiranno aumenti delle tariffe assicurative entro $ 120 nel primo anno, un'entità coerente con gli aumenti del passato, e che per 627.000 case dovrebbero addirittura diminuire i costi della copertura.
Ma 331.000 case unifamiliari in tutto il paese dovranno affrontare un aumento significativo dei costi. Di queste 230.000 dovrebbero subire aumenti fino a $ 240 nel primo anno, 74.000 fino a $ 360 e per circa 25.000 case unifamiliari, i costi aggiuntivi potrebbero raggiungere i 1.200 dollari. Quasi la metà di queste 25.000 famiglie si trova in Florida. Si possono calcolare solo gli aumenti del primo anno, oltre che per la fisiologica evoluzione dell'andamento tecnico assicurativo, perché la legge federale vieta alla FEMA di aumentare i tassi oltre il 18% all'anno. Questo fa sì che, in assenza di riforme strutturali che invertano la tendenza del cambiamento climatico, per raggiungere l'equilibrio finanziario potrebbero essere necessari 20 anni prima che la fascia critica degli assicurati raggiunga il livello tariffario tecnico necessario.

I professionisti del settore immobiliare prospettano una diminuzione del valore delle case, e che quanti non potranno permettersi l'aumento dei costi assicurativi saranno costretti a trasferirsi in aree a minor rischio, innescando fenomeni di mobilità sociale forzata che potrebbero sfociare in crisi locali o nazionali. Potrebbe anche allargarsi il fenomeno della "non assicurazione", per quanti rifiutino di pagare le nuove tariffe più alte, e decidano di affrontare in proprio il rischio vivendo senza copertura, eventualità che potrebbe in caso di catastrofi rendere più problematica la ricostruzione delle aree colpite. Questo è quanto successe in occasione dell'uragano Katrina che colpì un'area della Louisiana povera e lontana dalla costa, quindi scarsamente assicurata, e che a distanza di quindici anni dall'evento ancora non è stata completamente ripristinata.

Il sistema di assicurazione contro le inondazioni rappresenta un esempio concreto di come il cambiamento climatico imponga al governo americano di ripensare meccanismi ormai consolidati di organizzazione sociale, che finiscono per porsi nel delicato terreno della disuguaglianza fra cittadini, in questo caso acuite di fronte ai rischi per le calamità naturali.

https://www.fema.gov/flood-insurance

https://agents.floodsmart.gov/sites/default/files/101752_50thPoster_v20r2 (1).pdf

https://ibhs.org/

https://www.nytimes.com/2021/09/24/climate/federal-flood-insurance-cost.html